Fuoco e Fiamme - Editoriale Maggio 2007
Tarda notte in questa mezza primavera salernitana, passata a racimolare spiccioli saltando da un tavolo all’altro. Mi capita, prima di andare a dormire, di ripensare a questi ultimi due anni passati in compagnia della vecchia texana e inevitabilmente partono bilanci sul passato e ipotesi sul futuro.
Per alcuni il poker è diventato un compagno di vita, per altri un passatempo per riempire serate vuote e un modo come tanti per far parte di un gruppo, per altri ancora rappresenta uno sfogo per dimenticare problemi più pesanti,recuperando la serenità:
endorfine da rilasciare in cambio di qualche dollaro perso. Il Belpaese ha affiancato ai campioni “pallonari”, da sempre emulati ed ammirati, nuove figure mitologiche, volti associati a nomi ormai di pubblico dominio; proviamo amore ed odio, passione e rabbia, ammirazione ed invidia.
Giovani e meno giovani, sicuramente attirati da premi altisonanti, ma soprattutto scossi da una nuova e inaspettata carica agonistica, rispolverano classici interrogativi adolescenziali mai del tutto sopiti…
Che giocatore sarò? Diventerò mai un professionista da fuochi d’artificio, lampi nella notte, luci della ribalta, occhi meravigliati degli spettatori, indifferenza degli invidiosi? Quando si accenderà, e quando morirà, la mia fiamma pokeristica?
Ipotesi di straordinari successi con vene di timorose ansie…ansia da mediocrità, da talento incompreso, paura di non riuscire a diventare il fuoco pirotecnico che la nostra ambizione ci impone di essere. Ma in questo mondo maliardo e fatato chi non ha i piedi per terra finisce bruciato ed illuso come un fiammifero, anelando di diventare bagliore in cielo, ma finendo annerito e consumato in un angolo.
E confesso che a volte anche a me sale qualche insicurezza, monta la paura di fallire, di rovinare un qualcosa costruito pezzo dopo pezzo, chip su chip. Ma poi penso che in fondo basta essere ciò che si è, e tra fuochi e fiamme io mi sento tanto una candela:
non sarò spettacolare né divertente, forse mai maestoso e sfrontato, ma sarò sempre lì… fiammella accesa nelle giornate difficili; sempre lì…compagnia nelle notti di emergenza. Candela che ogni tanto continua ad alzare gli occhi al cielo sognando di arrivare lassù, ma tutto sommato orgogliosa di essere ciò che è, fuoco tenue ma duraturo per superare la notte, fiamma piccola ma sufficiente a scaldare due mani.
Articolo pubblicato nel maggio 2007
sulla rivista Poker Sportivo













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