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Il Barbiere - Editoriale Giugno 2007

20 September 2008 No Comment

Una piccola porticina a vetri, tre sedie di pelle rossa ormai consumata e di fronte tre enormi specchi su cui fanno capolino cartoline di improbabili viaggi fatti da amici ai quattro angoli del globo; in bella mostra un calendario, che di sicuro non è quello di frate indovino, e nell’aria un intenso odore di tabacco misto a lacca e mentolo… vi presento la bottega del mio barbiere, ma potrebbe essere tranquillamente quella di un qualunque barbiere d’Italia.

Il rito della barba da sempre è considerato una linea di confine tra fanciullezza e adolescenza, una linea di demarcazione tra sbarbatelli che in silenzio aspettano il proprio turno e “piccoli uomini” che, avvolti in una sedia e in un telo troppo grandi per loro, finalmente provano l’odore e il dolore pungente del dopobarba: dazio da pagare per finalmente poter metter parola nei discorsi degli anziani senatori del rasoio.

Probabilmente la bottega del barbiere è il posto più rilassante del mondo, i problemi si lasciano fuori da quella piccola porticina a vetri, e in fondo aspettare il proprio turno non dispiace.. anzi.

E’ dal barbiere che si discute da sempre di tre argomenti: donne, calcio e motori…e con incredibile sorpresa è dal barbiere che ieri ho sentito discutere di poker sportivo!

E’ proprio lui, con la stessa foga di quando descrive un goal fatto, con quel suo sorriso sornione a commentare un bel bluff del ragazzetto di Roma che “l’ha fatto impallidire a quello lì!”

E finalmente ho capito quanto sono fortunato, che privilegio sia vivere in pieno il boom nazionale del proprio sport.

E’ iniziato tutto senza clamore, pochi eletti che vivevano quasi di nascosto questa passione, proiettata a diventare fenomeno di costume e status symbol, tanto da vedere negli occhi assonnati del nostro collega di lavoro non più scappatelle extraconiugali ma tavoli finali prolungatisi fino al mattino.

Tempi più difficili forse arriveranno, così come successo e visibilità attireranno inevitabilmente avvoltoi disonesti e maleducati, per cui ci saranno tempi di selezione e di successiva evoluzione.

Per ora però godiamoci il momento e la possibilità di interagire con quelli che saranno forse i campioni di domani, possibilità di poter un giorno dire: “ero un rounder prima che tu sapessi parlare”, correndo il rischio di farci dar paga da un ragazzetto alla sua prima rasatura, forse sempre timoroso di aprir bocca su donne e motori, ma sfrontato nello sfidarci a poker!

Conoscete forse uno sport più bello?

Articolo apparso sulla rivista “Poker Sportivo”

Giugno 2007

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