Las Vegas tutta d’un fiato - Editoriale Giugno 2008
(Volutamente questo pezzo è stato scritto senza punteggiatura. Va letto in un solo respiro, perché l’effetto - Las Vegas può causare apnea!)
Parti dall’Italia con una valigia piena di camicie e calzini ma con la testa carica di mille idee e mille propositi che sei deciso a realizzare e finalmente dopo un’odissea di voli check-in e aeroporti arrivi al tramonto e mentre l’aereo che è stato una prigione per nove ore si decide finalmente ad atterrare vedi un incendio nel bel mezzo del deserto finché non capisci che sono luci al neon e che quella è la tua Mecca e allora tutta la stanchezza e il jet lag che ti stavano rosolando come un pollo sul girarrosto vanno via e inizi a sentire l’adrenalina che ti pulsa fin su nelle tempie e pensi che ti impedirà di dormire per tutti i giorni della tua spedizione quindi vai direttamente al casinò perché l’albergo è per i vecchi e ti riposerai al massimo quando sarai morto e via in lista per quel tavolo cash che hai intravisto che ci sono dei grassoni con le camice hawaiane e quando mai gente di sto tipo capisce il gioco finché non ti ritrovi steso e razionalizzi che il loro fondoschiena non è solo sinonimo di fast food e allora magari è meglio che vai a riposare un attimo che così domani fresco e pimpante recuperi tutto poi ti risvegli che è pomeriggio e hai una fame che ti mangeresti Doyle Brunson intero e trovi un buffet che per 12 dollari ti fa arraffare di tutto e come minimo ti mangi due chili di gamberetti in salsa rosa che il tuo intestino avrà sulla coscienza fino al ritorno a casa ma per ora stai bene e decidi di vedere la città peccato che ci sono 40 gradi ma li sopporti e vedi Parigi Venezia New York e il Lago di Como ma sei sempre a Las Vegas e pensi che c’è qualcosa che non quadra e che forse sono i crostacei che ti fanno un effetto tipo mix vodka e anfetamine poi ritorni nel passato al Caesar’s e vedi un centurione romano che pulisce i tappeti e pensi che non ci sono più gli Antichi Romani di una volta e ti rifugi alla piramide nera del Luxor dove tra sfingi e geroglifici ti fai un sit ed esci in bolla pensando che forse su di te aleggia la maledizione di Tutankamon o magari è quella di tua suocera che ti sei portato dall’Italia nel bagaglio a mano finché crolli stremato di nuovo in albergo e capisci che è passato solo un giorno e ti è già capitato tutto quello che avevi potuto immaginare e sei pazzo di felicità o forse hai un principio di insolazione ma non vedi l’ora che sia domani per fare un altro giro su questa incredibile giostra per bambinoni
Articolo pubblicato nel giugno 2008
sulla rivista Poker Sportivo












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