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Intervista a Claudio Pagano

20 September 2008 No Comment

Claudio Pagano: ieri, oggi e domani.

Lei è stato il rappresentante del poker sportivo italiano; come vede il futuro del poker considerando le ultime piccole grandi questioni che ci sono state?

Credo che un problema di fondo ci sia, probabilmente avrà un risultato positivo, però (visto le recenti disposizioni ministeriali) dover giocare comunque con un buy in massimo di 50 euro è un grande handicap. I giocatori sono “giocatori“, non sono veri sportivi come quelli che fanno i 100 metri stile libero; costringerli dunque a giocare a 50 euro non è molto incentivante. Ovviamente esiste chi ama fare questa cosa solo a titolo sportivo, ma allora può farla gratuitamente, anche senza i 50 euro.

Pensa quindi che questa disposizione della questura produrrà una svolta decisiva, anche per le questioni di legalità ed ordine pubblico che si sono verificate fino ad ora?

Si, credo di si. Da ora ci saranno dei limiti molto ristrettivi, per cui il gioco ne uscirà molto limitato.

Riuscirà ad essere confinato in questi limiti o sarà sempre border line con la legge?

Non raccontiamoci le favole: il poker non è uno sport. E’ un gioco d’azzardo, almeno al 90 %, anche se ovvio che l’abilità alla lunga vien fuori. I giocatori sostanzialmente vogliono giocare a soldi!

E vogliono vincere soldi contanti, non ticket e premi vari.

Si.. è vero fino ad un certo punto. E’ chiaro che fuori dai Casino non si possono organizzare tornei da 1000, 1500 euro sennò sarebbe un disastro; ma i giocatori hanno bisogno di giocare. L’ordinanza è perfetta sotto questo punto di vista, lo capisco, però credo che sia enormemente restrittiva.

Abbiamo notato che inizialmente le associazioni organizzavano tornei da 30, 50 euro, ma poi via via si è arrivati a buy in sempre più elevati toccando anche i 150, 200 euro.

Come si vede, quindi, secondo la recente disposizione, siamo fuori dalla legalità. Il giocatore infatti più gioca, più impara, più si sente sicuro, più ha voglia di alzare il livello. Se ad esempio facessimo un sondaggio qui stasera ( a Battipaglia (SA)) verrebbe fuori che il limite di 50euro è basso, ma anche aumentarlo a 100 sarebbe poco. Magari gli stessi neofiti , ai quali oggi 50 euro sembrano troppi, fra un anno alla medesima domanda risponderanno che invece sono insufficienti. Bisognerebbe prendere esempio dalle altre nazioni europee dove o si gioca o non si gioca, senza vie di mezzo che sono solo un palliativo.

Cosa è successo con gli attuali vertici FIGP per portarvi alla rottura?

Ne sono uscito perché evidentemente non eravamo più in buoni rapporti e avevamo idee contrastanti. Io ho un mio modo di vedere le cose e non voglio raccontar favole, ad esempio che essere iscritti alla FIGP vuol dire essere legalmente protetti: questo non è vero. Per ora le vere federazioni in Italia non esistono, per essere tali bisogna essere riconosciute dal CONI, altrimenti si tratta di semplici associazioni, mascherate dietro il nome di “federazione”. Ripeto, in Italia non ce ne sono: non lo è la FIGP e non lo è la FEIPS, nemmeno scrivendo il numero di matricola del riconoscimento dell’associazione al CONI.

Voi Pagano continuerete a perseguire la strada del riconoscimento al CONI o lascerete alla FIGP questo compito?

Noi per il momento resteremo a vedere, non credo che il CONI accetti mai questa cosa: non riconoscerà mai uno sport come il poker. Però magari usciranno delle leggi che cercheranno di disciplinare il movimento e che permetteranno di giocare anche fuori dai Casino. Ma che il CONI riconosca il poker come una disciplina olimpica sportiva non ci credo nemmeno se lo vedo. Sinceramente, posso sbagliarmi, ma non ci credo!

Ovviamente noi come popolo di appassionati speriamo che lei si sbagli!

Si, spero anch’io di sbagliarmi, e ovviamente il riconoscimento sarebbe un vantaggio anche per me come organizzatore, ma sinceramente non ci credo!

Per quanto riguarda la famiglia Pagano, ovvero lei e Luca, andrete avanti come organizzatori di eventi ?

Certo. Attualmente ogni mese facciamo un torneo e forse in futuro anche di più.

Questi tornei avranno luogo in varie sedi, magari in giro per l’Italia, oppure saranno un esclusiva dei casino?

Si svolgeranno sempre e solo nei Casino: Casino di San Remo, Casino di Venezia, probabilmente anche Casino di Saint Vincent. Per quanto riguarda invece il Casino di Campione ancora non sappiamo come regolarci perché non abbiamo capito esattamente a quale legislazione si sono attaccati nell’organizzazione dell’ultimo torneo (IR & FEIPS ndr), ad esempio con l’introduzione della tassazione dei premi oltre una certa cifra. I nostri tornei hanno la paternità del Casino, ovvero è il Casino ad organizzare; noi portiamo i clienti, l’organizzazione, i tavoli, insomma tutto quello che c’è da fare ma la paternità ufficiale è del Casino. Noi responsabilità non ne abbiamo, non ne abbiamo mai avute e non ne avremo.

Quindi vi limiterete all’organizzazione degli eventi? Non avete in programma la fondazione di una nuova federazione?

Sinceramente penso che la federazione potremmo anche crearla; in questo stiamo in attesa, visto che siamo ancora molto presi dall’organizzazione delle ultime 5 tappe del campionato italiano. Magari però per l’anno prossimo potrebbe esserci una nuova nascita. Ora ce ne sono già 5, una sesta non cambierebbe nulla.

C’è la possibilità che organizzerete eventi anche per conto della FIGP e di altre federazioni?

No. Per adesso siamo io e mio figlio:i Pagano. E ci sarà sicuramente una nuova federazione e andremo avanti per la nostra strada

La vostra federazione potrebbe vantarsi di un testimonial come Luca Pagano, fino ad ora riferimento della FIGP.

Beh si, la FIGP l’ha fatta lui!

Articolo apparso sulla rivista “Poker Sportivo”

Agosto 2007

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